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REGGIO CALABRIA 2014: 3 giorni estremamente stimolanti

Per quel che mi concerne, i tre giorni di stage di Reggio Calabria sono stati estremamente stimolanti. Mi hanno dato la possibilità di sedimentare alcune conoscenze che già mi erano state fornite e di acquisirne di nuove.

Quello che mi ha fatto più riflettere sono stati i seguenti aspetti:

- La modalità con cui Catteau interagisce con i ragazzi. Le consegne sono sempre molto brevi e dirette. Il tempo che l’insegnante utilizza per parlare è molto poco, il tempo che i nuotatori utilizzano per provare in acqua è molto di più. Viene finalmente smontata la metodologia didattica tradizionale: addio lezione frontale (deleteria, a mio parere, anche sui banchi di Scuola) e benvenuta lezione interattiva; una lezione in cui l’allievo ha tempo di sperimentare, non ha paura di sbagliare (dato che non esistono errori, ma solo meccanismi coerenti con quello che si conosce) ed in cui si sente libero di dire la propria opinione sugli esercizi proposti.

- Il ruolo fondamentale del corpo proiettile. “È importante che l’allievo costruisca la barca con il proprio corpo prima di metterla in movimento”. Questa è la base da cui partire per costruire gli stili.

- L’importanza dell’esplorazione dello spazio. Il nuotatore deve conoscere lo spazio che lo circonda, tutti i “piani” intorno a lui. Deve fare più esperienza possibile di ciò che lo circonda. Ciò che è maggiormente stimolante, a mio avviso, è soprattutto quello di riuscire a trovare esercizi sempre nuovi da proporre ai propri allievi che siano funzionali al raggiungimento di un determinato obiettivo. È curiosa la possibilità di partire dalla pratica per ricavarne la teoria: è un metodo didattico cui mi stavo avvicinando da sola, grazie a Catteau ho avuto la conferma che forse non è del tutto sbagliato quello che sto facendo.

Mi ha dato lo stimolo giusto per andare avanti per questa strada.

C.

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