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REGGIO CALABRIA 2014

Uno stage fuori dall'ordinario

 

Si svolge proprio all'inizio dell'anno, dura soltanto tre giorni e raccoglie una dozzina di nuotatori principianti e due dozzine di istruttori e allenatori venuti da tutta l'Italia.

Viene concessa una deroga concessa alla durata minima di una settimana che costituisce una soglia al di qua della quale le trasformazioni sono illusorie. E il paradosso del rapporto del numero degli insegnanti a quello degli allievi impone una dolorosa revisione del progetto pedagogico.

Due sedute pratiche quotidiane sia per i nuotatori che per gli allenatori eccetto l'ultimo giorno che ha visto la seconda seduta in piscina per gli allenatori sostituita da un indispensabile apporto di conoscenze.

La necessità imperativa di adattarsi alle circostanze mi ha indotto a decidere di assumere l'animazione della totalità delle sessioni pratiche tanto per i bambini che per gli istruttori. Questi ultimi non avranno dunque la possibilità di praticare un'attività pedagogica. Si tratta allora di ottenere per tutti i partecipanti le trasformazioni decisive ed immediate che apriranno la via ai progressi ulteriori e per gli allenatori il punto di partenza di una riflessione nell'ambito della pedagogia e in quello della didattica.

Un principio fondamentale viene rispettato: partire dalla pratica per mettere in evidenza i problemi che essa pone ed identificare le soluzioni che possono essere mettere in atto.

Costruire un nuotatore vuol dire in primo luogo occuparsi dell'organizzazione posturale; e dunque sperimentare il ruolo decisivo che svolge la fissazione o la mobilizzazione della testa.

Evento abbastanza inatteso si è rivelato l'inappropriato uso delle gambe a scopo propulsivo da parte di tutti i ragazzi (formati secondo le direttive federali); si trattava di un blocco funzionale che era necessario risolvere, essendone la conseguenza immediata la svalutazione del lavoro predominante degli arti superiori nel nuoto.

Sul piano motorio, la reazione spontanea che utilizza la frequenza a scapito dell'ampiezza diventava il problema chiave da affrontare. Conseguenza immediata: la pala non è costruita e la spinta dell'acqua si esercita soltanto sull'ultima parte della traiettoria delle braccia e a volte l'acqua viene proiettata verso l'alto e non verso dietro.

Allo stesso tempo occorreva predisporre le soluzioni ventilatorie ottenendo la rotazione della testa invece del suo sollevamento. Per la gran parte degli allievi, eliminare il "blocco" in apnea che comportava l'espirazione esplosiva appena prima dell'ispirazione durante la rotazione della testa.

Il poco tempo dedicato alle sessioni teoriche ha imposto scelte drastiche di cui non è stato possibile misurare la pertinenza.

La coerenza della concezione e le sue basi scientifiche.

Il modello teorico.

Lo strutturalismo genetico.

L'attività, l'azione, il movimento.

Il Principio d'azione ed i Livelli dell'azione.

Eccetera.

Altrettanti temi che sarebbe stato necessario approfondire per prevedere l'elaborazione di una logica del reale che si sostituisse alla logica del concreto.

Sembra tuttavia che la maggioranza dei partecipanti abbia preso coscienza della sfida costituita da quest'approccio, nuovo per la maggior parte di essi, ed abbiano sviluppato un desiderio di proseguire l'avventura.

Avendo avuto l'opportunità di assistere dopo lo stage all'animazione di una lezione in piscina da parte dei tirocinanti, ho bruscamente preso coscienza dell'illusorietà di una trasformazione delle pratiche a partire dal solo vissuto dello stage.

Ho ritrovato l'organizzazione tradizionale, comparabile a quella che avevo potuto osservare a Mestre nel 1980: l'istruttrice in acqua manipola i bambini che passano da lei uno alla volta senza alcuna esigenza riguardo alle acquisizioni necessarie e possibili che ci si aspetta diventino evidenti.

Ma tutto ciò è normale e non si può sperare in un cambiamento pedagogico che d'altra parte ha impiegato mezzo secolo a prendere corpo.

La fase d'assimilazione (utilizzare ciò che si sa fare) deve precedere quella dell'accomodamento (trovarsi nella necessità di cambiare!) affinché ci sia adattamento a delle nuove esigenze.

Attendiamo il punto di vista dei partecipanti e quello degli organizzatori di questa esperienza unica.

raymond

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Pardon, vous n'avez pas le droit pour l'instant.