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ALLE ORIGINI DELLO SPORT DEL BAMBINO

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Il concetto di sport del bambino, come pure quello di competizione educativa, trova la sua origine nella pratica e nella teoria degli “stages Maurice Baquet”.

 

Robert_Merand.JPGLA COERENZA SCIENTIFICA E IL METODO SPERIMENTALE

Questa posizione educativa e pedagogica è il risultato di una ricerca sperimentale e di un metodo di cui Robert Mérand, circondato dai pionieri di quell’epoca, fu sia il pratico che il teorico. Alcuni stralci dei suoi testi ce ne rivelano qualche aspetto e ci stimolano ad appropriarci di un patrimonio pedagogico ancora vitale.

In un'intervista rilasciata nel 1973 al corrispondente della rivista dei Pionieri rumeni affermava : Dieci anni fa dovevamo scegliere tra diverse opzioni, … alcuni proponevano di iniziare ad adottare un approccio scientifico nei confronti dell’attività svolta dall'uomo fisicamente attivo. Altri proponevano di ridurre la pedagogia dell'attività fisica alla rigorosa applicazione di solide conoscenze scientifiche (conoscenze biologiche e psicologiche). Altri ancora stavano proponendo di dedurre come intervenire durante le situazioni di movimento ... Nessuna di queste proposte sembrava soddisfacente. Alla fine abbiamo deciso di provare ad adottare l'atteggiamento sperimentale in pedagogia.”


Robert Mérand cita poi un estratto dal testo di Aurelien Fabre “Expérimentation pédagogique et empirisme.’ (Sperimentazione pedagogica e empirismo). Fabre A. L'expérimentation pédagogique. Empirisme, expérience et expérimentation. In: Enfance, tome 2, n°2, 1949. pp. 158- 175.

Scegliere la scienza e assumere l'attitudine sperimentale non significa quindi, per l'educatore, rinunciare o arrendersi, ma liberarsi e arricchirsi. La liberazione è il rifiuto dell'irrazionale nei suoi due aspetti, il rigido empirismo che impedisce allo spirito di esercitare il suo potere di adattamento e il pretenzioso idealismo che lo fuorvia. L'arricchimento è la graduale presa di possesso, attraverso un'esperienza vissuta, di un modo di agire dello spirito secondo le regole che esso stesso ha forgiato nel corso dei secoli per garantire un'azione efficace.”

Quindi continua:

Lo stage Maurice Baquet si rivolge allora a tutti coloro che vogliono definire concretamente i modi e i mezzi che consentono di adottare l'attitudine sperimentale invece che gli altri atteggiamenti caratteristici degli educatori."

 

DUE CONCLUSIONI IMPORTANTI

Egli trae allora da questa esperienza le seguenti conclusioni:

... il rischio di una pratica incoerente, così come quello di una pratica sconsiderata dello sport per il bambino, sono due insidie formidabili.”

Da un lato questo; e d’altra parte:

“ … non può esistere una vera innovazione pedagogica di cui il motore essenziale sia l'integrazione delle conoscenze scientifiche legate allo sviluppo del bambino, se non si affronta allo stesso tempo il cambiamento di atteggiamento dell'educatore”.

 

LE FINALITÀ DELLA PRATICA SPORTIVA

Poiché la società soggetta alle leggi del mercato si impossessa di una parte dello sport, in effetti lo sport spettacolo, strumento pubblicitario per sviluppare pratiche consumistiche, lo sport commerciale, componente della civiltà dei piaceri, noi vogliamo riprendere possesso dello sport, farne un mezzo per forgiare degli uomini che sappiano conservare la loro autonomia dopo averla conquistata.”

 

IL RAPPORTO TEORIA-PRATICA

Nella cosmogonia marxista, la teoria non ha esistenza autonoma. Come sottolinea George Labica: “essa deve essere messa alla prova dei criteri e delle condizioni materiali e pratiche ai quali è subordinata.

Il rapporto tra la teoria e la pratica è stato dominato da due tesi. Quella che separava teoria e pratica e l’altra che affermava la preminenza della teoria sulla pratica. Alla FSGT affermiamo l’unità dialettica dell’una e dell'altra.

Nel 1967 René Moustard ha scritto : “ ... progredire sulla base di una unione stretta e permanente tra la teoria e la pratica.”

 

IL BAMBINO NON È UN ADULTO IN MINIATURA

Si tratta ormai di un principio riconosciuto da tutti gli psicologi dell'infanzia che tra il bambino e l'adulto non c'è solo una differenza quantitativa. [...] Qualsiasi crescita, fisica o psichica, non è solo una semplice aggiunta di acquisizioni successive, ma suppone cambiamenti di proporzioni e di equilibrio tra le parti del tutto, che quindi attraversa differenti periodi caratterizzati ognuno da tratti dominanti.”

 

L’INVENZIONE

Jacqueline Marsenach, in Sviluppo della motricità e pratica pedagogica” sostiene che il bambino non dovrebbe essere qualcuno che ripete in modo alienato, ma il creatore delle proprie risposte.

Inventare vuol dire lasciare che il bambino si impegni in un'attività spontanea in relazione con l’oggetto che gli viene proposto.”

Il gioco del bambino deve essere radicalmente distinto dal gioco dell’adulto. Ecco perché parliamo di uno sport DEL bambino invece che di uno sport PER il bambino.”

  

 

Robert Mérand

SPA avril 2002 fl° 461

Trad. Mauro ANTONINI

 

 

 

 

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